L'esecuzione immobiliare non è l'inizio della fine per chi la subisce, possono esservi varie soluzioni per fronteggiarla, rallentarla, o comunque seguirla, con attenzione, per verificare la correttezza delle azioni intraprese dai creditori, nonché dei titoli fatti valere. La recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, la n. 9479/2023, consente addirittura l'opposizione tardiva al decreto ingiuntivo, passato in giudicato, ove si possa ravvisare l'esistenza di clausole vessatorie nei contratti originari sottoscritti dalle parti. Inoltre, vi è sempre la possibilità di valutare l'applicazione della L. 3/2012 sul sovraindebitamento, poi confluita nel recente Codice della Crisi di Impresa, infine conversione del pignoramento e chiusura con i creditori a saldo e stralcio. In ogni caso, non abbandonate mai l'esecuzione a se stessa, coltivatela in ogni caso e tutelate, sempre e comunque, i vostri interessi di debitori.
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